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She’s a Rebel – 18 Elizabeth Cotten

Isabel Mariani 26/03/2021

Lontano, molto lontano dallo sfavillante mondo dello show business musicale e dalle rockstar, esistono degli ambienti ancora intatti di sano amore per la musica, di gente che ama raccontare storie di normale quotidianità come una volta il buon fornaio di paese creava il pane. Elizabeth Cotten è un’incantevole creatura di questi habitat sonori. Nata alla fine del diciannovesimo secolo, quando ancora si usava far musica per dilettare se stessi e i famigliari dopo il duro lavoro nei campi o tra le mura domestiche: la sera, nei giorni di festa o in chiesa. Così la Cotten è cresciuta imparando da sola a suonare il banjo del fratello e assimilando il repertorio di antichi canti, del ragtime o motivi da ballo. Ancora ragazzina, Libba, come affettuosamente la chiamavano in famiglia, venne assunta come domestica e da quel poco stipendio che prendeva lasciava da parte una piccola somma per potersi comprare una chitarra tutta sua. Finalmente un bel dí il sogno si avvera e riesce a prendersi una Sears & Roebuck. Ovviamente la suona a modo suo: era mancina, perciò impugnava banjo e chitarra “sotto-sopra”, ossia con la posizione delle corde invertita, creando uno stile personale che è diventato famoso come Cotten-picking. Purtroppo dopo il matrimonio smise di suonare per 25 lunghi anni, finché la fortuna la farà incontrare con l’importante famiglia dei Seeger, da sempre impegnati nella musica in svariati campi, sia della musica colta che tradizionale americana. Elizabeth Cotten a 60 anni riuscì finalmente a pubblicare degli album, suonare in tour per il grande pubblico e ricevere riconoscimenti e persino un Grammy Award nel 1985 con il disco “Elizabeth Cotten live!” nella categoria del  miglior album etnico e folk tradizionale. Numerosi i riconoscimenti come artista blues, folk e per aver  tramandato antiche musiche tradizionali afro-americane.
Amo molto questi artisti veri, semplici, capaci di affascinare solo con uno strumento acustico e la poesia dei loro testi raccolti prima di tutto con il gran cuore che li contraddistingue.
A She’s A Rebel l’ascoltiamo in:
Willie
Freight train
In the sweet by and by
Shake sugaree
Ball the jack
Oh, babe it ain’t no lie
When I get home
Till we meet again
Spanish flangdang
Washington blues

In sottofondo:
Vestapol
Wilson rag
Fare you well darling
Can’t get a letter
Gaslight blues
Babe your papa cares for you
Halleluja, it’s done
Georgie buck

She’s a Rebel

Le protagoniste della musica

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